Mobilità, Metrogenova alla Giunta: «Basta annunci, serve una rotta chiara»

L’associazione chiede di passare dalle sperimentazioni a scelte organiche: corsie preferenziali e semafori per gli assi del trasporto pubblico, revisione delle linee e più integrazione con treni e bici

Le decisioni sulla mobilità genovese hanno bisogno di una direzione riconoscibile e di tempi più rapidi. È il messaggio lanciato da Metrogenova – Mobilità per Genova, che in un’analisi delle politiche cittadine invita l’amministrazione a superare annunci e interventi isolati e a chiarire quali obiettivi intenda raggiungere, nell’immediato e nel lungo periodo.

Secondo l’associazione, il confronto deve partire da una difficoltà concreta: le risorse per il trasporto pubblico non sono illimitate e le scelte fatte in passato hanno lasciato problemi da affrontare. Per Metrogenova, riconoscere questa situazione non significa rassegnarsi, ma stabilire priorità e portare avanti con coerenza le soluzioni individuate.

Tra i temi riaperti c’è quello delle pedonalizzazioni. L’associazione osserva che oggi se ne discute più apertamente rispetto al passato, ma invita a non fermarsi a singole prove o micro-interventi. La questione riguarda anche via XX Settembre, per la quale è tornata a circolare l’ipotesi di una pedonalizzazione: Metrogenova si chiede se questa volta il progetto arriverà a una decisione concreta. In Val Bisagno, invece, segnala come possibile segnale di ripensamento l’eventuale rinuncia alla zona a traffico limitato di San Gottardo.
Il nodo principale resta però quello dei cosiddetti 4 Assi del trasporto pubblico. L’associazione critica l’evoluzione del progetto, che nel tempo sarebbe passato da due linee tranviarie a quattro filoviarie, poi a una configurazione con tre filovie e una linea a ricarica rapida, mentre veniva affiancata anche l’ipotesi di un impianto a fune. Un percorso che, secondo Metrogenova, ha risentito di cambiamenti e incertezze. Per rendere più efficaci gli assi rimasti, propone di aumentare le vere corsie riservate e introdurre semafori che diano precedenza ai mezzi pubblici, indicando come riferimento le corsie di corso Europa. L’associazione ritiene che, anche con questi interventi, serviranno ancora alcuni anni prima di vedere il sistema pienamente a regime.
Un altro fronte riguarda gli orari e le frequenze dell’Amt, Azienda Mobilità e Trasporti. Metrogenova descrive l’attuale programmazione come legata a una fase di emergenza e caratterizzata da tagli distribuiti in modo diverso a seconda delle zone: meno percepibili a Levante, in centro, a Ponente e in Val Bisagno; più consistenti sulle linee collinari e particolarmente pesanti in Val Polcevera e su alcune direttrici provinciali. L’associazione considera utile il tavolo quindicinale di revisione previsto per la Val Polcevera, ma chiede che la revisione degli orari diventi un lavoro continuativo.
Tra le proposte avanzate c’è anche una diversa organizzazione dei collegamenti tra Ponente e centro. Per Metrogenova, mantenere la linea 1 sull’intero percorso da Voltri a Caricamento rischia di esporla a ritardi, data la lunghezza della tratta e la promiscuità con il traffico. L’associazione suggerisce di limitare la linea 1 al collegamento Voltri-Sestri e di potenziare la linea 3 tra Sestri e Caricamento, invertendo così l’impostazione attuale.
Nel rapporto tra amministrazione e cittadini, il gruppo riconosce l’intenzione della nuova Giunta di ascoltare le esigenze della città, ma giudica discontinua l’applicazione di questo metodo. Cita le discussioni sulla cabinovia in Val Bisagno e i tempi per definire il progetto “kiss and buy”, che riguarda la riassegnazione di circa 140 stalli. Per Metrogenova, coinvolgere residenti e categorie è necessario, ma il confronto deve accompagnare le decisioni e non diventare un motivo per rimandarle.
L’associazione guarda poi all’intermodalità, cioè alla possibilità di combinare in modo semplice autobus, treni, biciclette e altri servizi. L’impegno dell’assessorato a lavorare sul tema è considerato positivo, ma Metrogenova chiede che si riparta anche dagli strumenti già esistenti, come l’applicazione GoGoGe presentata nel 2022. Sul versante ferroviario, ritiene centrali il mantenimento dell’integrazione tariffaria tra AMT e Trenitalia, il completamento del nodo ferroviario e il potenziamento delle stazioni a Ponente e in Val Polcevera. Tra le questioni da risolvere indica anche la fermata dei treni a via di Francia.
Infine, il bike sharing, tornato al centro del dibattito. Metrogenova non contesta il ruolo che le biciclette elettriche possono svolgere, ma chiede che siano inserite in una strategia in cui la spina dorsale resti il trasporto pubblico. L’associazione richiama sia la necessità di organizzare gli spazi per la sosta sia quella di evitare che i nuovi mezzi vengano lasciati senza regole su marciapiedi e piazze. La diffusione delle bici condivise, sostiene, va accompagnata da una pianificazione attenta dei flussi e dei parcheggi, per non riprodurre con veicoli diversi problemi già presenti nella mobilità individuale.
La richiesta complessiva è di passare da iniziative annunciate o sperimentali a un programma organico, con scelte verificabili e tempi definiti. Per Metrogenova, la mobilità genovese può cambiare solo tenendo insieme ascolto, investimenti e decisioni operative.
In copertina: via XX pedonalizzata e un’e-bike, foto di Jacopo Baccani
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